ESSERE GENITORI SEPARATI DURANTE LA PANDEMIA

In presenza dell'attuale situazione di emergenza sanitaria nazionale, l'esercizio del diritto di visita per un genitore separato o divorziato costituisce un problema non indifferente. RIFERIMENTI NORMATIVIA seguito dell'entrata in vigore del Decreto Legge n. 19 del 24.03.2020 sono state disposte misure contenitive ancora più stringenti rispetto a quelle emanate nei provvedimenti precedenti.In particolare l'art. 1, punto 2, lettera a) del suddetto decreto dispone la “limitazione della circolazione delle persone, anche prevedendo limitazioni  alla  possibilità   di   allontanarsi   dalla  propria residenza, domicilio o dimora  se  non  per  spostamenti  individuali limitati nel tempo e nello spazio o motivati da esigenze lavorative, da situazioni di necessità  o urgenza, da motivi di salute o da altre specifiche ragioni”. 

  • Obiettivo della norma è impedire il più possibile spostamenti che non siano giustificati dalle ragioni elencate, lasciando, tuttavia, alla libera interpretazione dei destinatari, l'individuazione degli spostamenti che possono essere ricondotti nell'espressione “altre specifiche ragioni

  e’ possibile ritenere che uno spostamento finalizzato all'esercizio del diritto di visita genitoriale possa essere considerato come uno spostamento motivato da “specifiche ragioni”, in quanto il genitore non collocatario è in possesso di un provvedimento giudiziarioche lo autorizza a vedere i propri figli secondo una precisa calendarizzazione.In questo senso si è espresso anche il Ministero della Salute.Ma il suo esercizio comporta l’assunzione di un rischio:

  • Aumento del rischio per il minore sottoposto a maggiori contatti
  • Aumento dei rischio per la madre
  • Maggior rischio per familiari dell’una e dell’altra parte

  INTERESSE PERSONALE CONTRO INTERESSE COLLETTIVOLa situazione di emergenza deve condurre il genitore ad effettuare una valutazione sull'opportunità di rimodulare l’esercizio di tale diritto. Pertanto, sarebbe opportuno e ragionevole attuare un’auto-sospensione del diritto di visita genitoriale, in particolare nel caso in cui: 

  • il genitore non collocatario svolga attività lavorativa in strutture sanitarie a contatto con soggetti contagiati o che presentano evidenti sintomi riconducibili all'infezione da Covid -19
  • il genitore non collocatario continui a svolgere la propria attività lavorativa in contesti che impongono un'esposizione e/o un contatto quotidiano con il pubblico (supermercati – uffici pubblici - aziende)
  • il genitore non collocatario viva o sia in contatto con altri soggetti ritenuti particolarmente vulnerabili, contagiati o con sintomi  

 IL BUON SENSO DEVE PREVALERE 

  • Gli strumenti tecnologici consentono ai genitori non collocatari di mantenere un contatto quotidiano con i propri figli anche se lontani, garantendo una continuità dei rapporti senza un effettiva frequentazione, fino a quando la situazione di emergenza sanitaria nazionale sarà rientrata.
  • Al termine della pandemia il genitore non collocatario potrà chiedere di recuperare il tempo perso.

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